Percorsi liminali

Percorso

Quello, che nel cominciamento della Prefazione a quest’opera dicemmo essere ordinaria sorte de’ le ore immense, spezialmente delle Animule viventi, il non potersi giammai a cotal perfezione condurre, che sempre non sieno e d’ammenda, e d’accrescimento capaci.

Sentieri

Sollevo il piede destro, lo porto in avanti, e lo fermo e su di esso i corpo si dispone, e poi il piede sinistro in avanti. La linea che segna il confine tra il descritto citato e il destino è superata. Sono oltre l’ovvio attonito e ottuso, senza rimpianti per il confortevole atono passato. Crepitanti aspettative disarmano il silenzio delle nebbie e divaricano gli ossequiosi binari. Cadono senza rumore le convenzioni celate al pudore del senso logico.

A volte c’è chi rallenta il passo o si ferma incuriosito dallo spettacolo inusuale. “Il dottore mi raccomanda di prendere delle nuvole” diceva spesso alla fine del rituale

La dilatazione del tempo, nelle introduzioni elementari alla Teoria delle Remissioni immanenti di Joseph Conti, viene spesso dimostrata ricorrendo al cosiddetto “orologio perspicuo corporalis”. Si tratta di un orologio biologico costituito da un’anima bella che emette brevi impulsi di consapevole presenza verso uno specchio estroflesso ovvero il contesto terreno posto sopra la vita stessa. Gli impulsi coscienti vengono riflessi e tornano quindi verso lo spazio limbico. La durata di un percorso completo di andata e ritorno può idealmente essere usata come base per scandire il tempo delle ore immense. Seguendo il metodo adottato, avanti d’intraprendere il viaggio, conviene determinare la distanza del luogo, al quale si deve andare, e la sua posizione topografica.

Mi accingo alla divaricazione delle compatte congetture di morbida ovvietà. Il risultato che osservo un po’ sorpreso, ma solo un po’, è nelle sottili circonvoluzioni appena visibili ai margini delle stesure tradizionali con conseguente levitazione di dubbi, vaporosi punti di domanda che aleggiano silenziosi.

Path

Cammino nel costante ricordo di un viaggio mai fatto

Uno dei punti fermi è il concetto di responsabilità della direzione scelta. Una voce dalla strada afferma: “Se sei comunque sempre responsabile dei risultati del tuo impegno adotta il sistema che consenta di scegliere il grado di intensità della narrazione. Che tu debba affrontare ostacoli è implicito. Se perdi la direzione perché gli ostacoli sono complessi non sei abbastanza leggero”.

Pubblico generico in strada anonima, ore pomeridiane di un giorno passato.

Percorsi aleatori